NON COMPRATE I FRINGUELLI!

In questo capitolo Konrad Lorenz abbandona la cattedra dello scienziato per mostrarci il lato più intimo, caotico e profondamente umano della convivenza tra uomo e natura .

Il fulcro del discorso è un paradosso, che qui esasperiamo con una piccola inesattezza teorica: Lorenz descrive il fringuello come l'animale domestico ideale, calmo e di facile gestione. In realtà il testo dice l'esatto contrario: l’animale catturato è una creatura tormentata da una nevrosi da gabbia incurabile, un uccello che non si adatta e che soffre la prigionia fino all'autolesionismo.Fringuello

https://www.lipu.it/uccelli/conoscerli-proteggerli/fringuello

Per ovviare a questa crudeltà, Lorenz compie una scelta estrema: spalanca le gabbie e lascia i volatili liberi nel suo studio. È qui che la serietà della ricerca etologica si scontra con la realtà domestica. La libertà degli animali si traduce nel sacrificio dei beni materiali: libri preziosi distrutti, mobili d'epoca rovinati dal guano e, nella memoria comune, il celebre episodio del cacatua impegnato a distruggere metodicamente i bottoni dei vestiti.

La grandezza umana di Lorenz sta proprio in questo compromesso: accettare il danno materiale e la perdita del comfort pur di osservare l'animale nella sua verità. Ci mostra che amare la natura non significa possederla o goderne come ornamento, ma essere disposti a farsi invadere e destabilizzare da essa.

A cura di Lorenzo Bravi e Gregorio Peracchia

 

Ultima revisione il 15-06-2026